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Importante centro agricolo, Villaputzu fu già frequentata in età
nuragica, della quale nel territorio restano diversi reperti. La
tradizione dice che Villaputzu si trovava anticamente in quel sito
che chiamano Santa Maria. Vi si trovava una chiesetta rurale ancora
funzionale nei primi decenni del 1600. Premuto dalle incursioni
arabe anteriori al Mille, arretrò nel sito attuale, più nascosto
al mare, costruendovi la nuova chiesa che, per essere più piccola
di quella antica, fu chiamata Santa Mariedda. E' tuttora chiamato
con questo nome un quartiere del paese. Il documento più antico
che attesta questo spostamento del paese risale al 29 giugno 1120,
dove si parla della concessione fatta dal Giudice di Cagliari al
Duomo di San Lorenzo di Genova della "Corte di Sancta Victoria de
Villapupia". I documenti successivi lo chiamano Villa Pupus, Pupussi,
Pupusti, Pupuci, Putzi, come lo si sente ancora chiamare spesso
popolarmente. All'estremità settentrionale del territorio comunale,
in località "Torre Murtas" si individuano i resti di un villaggio
risalente al Neolitico recente (III millennio a.c.) con domus de
janas. I fenici stabilirono presso l'estuario del Flumendosa un
insediamento di carattere commerciale fin dal 600 a.c. denominato
Sarcapos - Saipru Potamu ekbolai (foci del fiume Sepro - Stazione
di Sarcapos). Sul rialto di Santa Maria (28 m.s.l.) si può individuare
l'acropoli di Sarcapos, scoperta nel 1966 da F. Barreca, munita
di un tempio fortezza fenicio-punica. Le ceramiche rinvenute dimostrano
il carattere commerciale del centro anche durante il dominio romano.
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